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Diario delle buone maniere.

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  1. Post di Foto

    blastedheath:

Hugo Claus (Belgian, 1929-2008), La Mer. Ink and wash on paper, 21 x 32 cm.

    blastedheath:

    Hugo Claus (Belgian, 1929-2008), La Mer. Ink and wash on paper, 21 x 32 cm.

    Note: 56 note

    Rebloggato da: blastedheath

    Tag: klaus

  2. Post di Foto

    La mostra di Juliaō Sarmento al Mamac di Nizza è quanto di più interessante mi è capitato di vedere quest’anno…

    La mostra di Juliaō Sarmento al Mamac di Nizza è quanto di più interessante mi è capitato di vedere quest’anno…

    Note: 1 nota

  3. Post di Foto

    heathwest:

Anselm KieferMorgenthau Plan, 2012 Acrylic, emulsion, oil and shellac on photograph mounted on canvas 149 5/8 x 149 5/8 in.


Un artista sempre trascurato ma tra i più grandi…

    heathwest:

    Anselm Kiefer
    Morgenthau Plan, 2012
    Acrylic, emulsion, oil and shellac on photograph mounted on canvas
    149 5/8 x 149 5/8 in.

    Un artista sempre trascurato ma tra i più grandi…

    Note: 95 note

    Rebloggato da: journalofanobody

  4. Text post

    La collina di Cimiez

    Qualche giorno fa passeggiavo sui vialetti della collina di Cimiez a Nizza. Solo bellezza. Scendendo al vecchio porto ho sbirciato sotto una tapparella socchiusa e ho visto una vecchia donna seduta al buio al tavola della cucina. Sola in una casa sporca. Quante volte ho notato che il paesaggio è lo specchio di tutte le ingiustizie…

  5. Post di Foto

    bofransson:

Rooftops at Sunset, by Colin Campbell Cooper

    bofransson:

    Rooftops at Sunset, by Colin Campbell Cooper

    Note: 83 note

    Rebloggato da: urgetocreate

  6. Post di Foto

    Note: 3 note

  7. Post di Foto

    Martial Raysse. Mi è sempre piaciuto leggere il suo nome entrando al Beabourg. Mi soffermo sulla sua inquietante Olympia ma soprattutto sul suo nome; lo ripeto nella mente e ne resto affascinato.

    Martial Raysse. Mi è sempre piaciuto leggere il suo nome entrando al Beabourg. Mi soffermo sulla sua inquietante Olympia ma soprattutto sul suo nome; lo ripeto nella mente e ne resto affascinato.

    Note: 1 nota

    Tag: raysse

  8. Text post

    Nice, 27 luglio

    L’aria è tersa il cielo azzurro, il sole scintillante; dalla Pianura Padana ci avvisano che sull’Arca non c’è più posto e allora decidiamo di rimanere a Nizza ancora per un po’. Dopo una colazione consolatoria, partiamo alla volta della Collina di Cimiez. Un quartiere residenziale per ricchi, inutile fare tanti giri di parole, una specie di Chelsea, senza pioggia e con laggiù il mare. Insomma un posto per gente che non si accontenta. A noi che ci accontentiamo però piace salire qui per almeno due buoni motivi (ma non solo questi): il “Musée Nationale Henry Matisse” e lo chagalliano “Musée Nationale du message biblique”. Non c’è molto da dire ma ci sarebbe molto da vedere (vi rimando quindi alle fotografie). Questo tipo di museo esiste solo qui in Costa Azzurra; il prototipo è la Collezione Maeght di St. Paul de Vence: piccoli, di architettura razionalista, perduti nel verde, immersi in un solo abbacinante e circondati dall’assordante frinire delle cicale. Ne ho visti tanti da queste parti: Leger a Biot, Picasso ad Antibes, Vasarely ad Aix-en-Pronvence… La proverbiale capacità dei francesi di “mettere a frutto” le bellezze artistiche stupisce ancor più qui che a Parigi. Se proprio volete completare in maniera degna la vostra conoscenza delle avanguardie artistiche del Novecento, dopo aver letto il De Micheli, essere stati al Centre Pompidou a Parigi, al MoMa di New York, allo Stedelijk Museum di Amsterdam, non potete perdervi questo pezzo di Francia dove i “nostri eroi” hanno vissuto e operato come non mai.
    Matisse visto qui, sembra ancora più mediorientale che non visto a Parigi, ancora più esotico che non letto sui libri; forse il merito è anche di questa luce implacabile ed inconfondibile che lega la Francia alla cultura mediterranea in maniera forte. Lo Chagall del racconto biblico è quello più struggente e misterioso, meno vicino al folklore russo, ma molto più vicino all’umanità intera. Un luogo a dir poco commovente. Poi se volete andate pure a fare una passeggiata sulla Promenade des Anglais, ma una visita qui è fortemente consigliata per lo spirito.

    Note: 2 note

    Tag: nice chagall matisse

  9. Text post

    Nice, 26 luglio

    Tanto lo sapete già: a me piace molto il mare, un po’ meno i monti, ma senza città non riesco proprio a vivere. E allora come finire una bella settimana di vacanza se non con una bella città come Nizza? E in particolare come resistere alla tentazione di tornare a vedere il MAMAC (Musée Art Modern, Art Contemporaine). La collezione del museo va visitata assolutamente per una manciata di artisti che hanno operato molto nel sud della Francia e che qui hanno alcune loro importantissime; tanto per citare, Yves Klein, Niki de Saint Phalle, Ben Vautier e Arman (ma anche molti altri da Wasselman a Torquist, da Warhol a Christo). Beh per Klein c’è poco da dire, il suo onnicomprensivo blu qui sembra trovare il suo più logico contesto: cieli e mari profondi e universali, per M.me Saint Phalle forse il discorso è più complesso ma fare un giro tra le sue snaturate creature, tra i suoi pastiches tridimensionali frutto di un’immaginazione che definire fervida, sarebbe dire poco, dà una carica e una gioia di vivere come poche altre cose al mondo. Me ne dimentico sempre quando sono davanti alla fontana Stravinskj a Parigi, ma dopo questa visita credo dovrò ricordarla più spesso. Il MAMAC però ci omaggia anche di due belle mostre, un ricordo dell’opera di Calder (non particolarmente significativa ma sempre piacevole da visitare), e una bellissima esposizione dell’opera di Juliāo Sarmento, artista portoghese, raffinato e leggermente perverso. Se si pensa all’erotismo da centro commerciale si sbaglia di grosso, ma se si studiano attentamnete le sue donne, i loro castigati tailleurs, le loro posizioni ammiccanti, le citazioni da Foucalut e le signorili allusioni al sesso e al feticismo, si noterà che siamo di fronte non ad un artista qualsiasi ma ad un grande artista. Se passaste di qui, non mancate. Poi, devo fare un’osservazione di carattere personale, ritroviamo qui, con nostro grande piacere, un’opera di una nostra amica, Enrica Borghi (una delle poche presenze italiane, con Pistoletto e Calzolari). La sua figura regale di donna, costituita da bottiglie di plastica, ci inorgoglisce e ci stupisce non poco. Daniela ebbe Enrica come studentessa al,liceo artistico, ed io, immodestamente ebbi l’onore di lavorare con lei…

    Note: 1 nota

    Tag: mamac nice

  10. Post di Foto

    Albert Marquet, Musée dell’Annonciade, 25 luglio 2014…

    Albert Marquet, Musée dell’Annonciade, 25 luglio 2014…

  11. Text post

    St. Tropez, 25 luglio

    All’Annonciade si respira un po’ d’aria italiana. Il museo rispetta orari di tipo italiano, chiude misteriosamente alle diciotto in un luogo dove alle diciotto la vita è nel suo pieno e vitale clamore: caffé, locali, negozi, barche, porto, tutto pulsa di vita. Ma tant’è, approfittiamo di un giorno di tempo incerto per arrivare all’Annonciade prima delle diciotto. Anche i custodi sono, per così dire, un po’ marini… Però il Musée de l’Annonciade è un gioiellino. La superflua mostra sui “colori dell’oriente” con il solito Delacroix orientale passa del tutto inossserrvata, ma ciò che non passa inosservato sono i quattro favolosi quadri di Paul Signac che hannomoer soggetto proprio St. Tropez. Altre perle sono i tre Marquet, anche se la sua luce è molto diversa, algida e decisa ci riporta alla Francia del Nord. Qualche bel Matisse che non ricordavo como,etano la breve ma proficua visita. Insomma se capitate a St. Tropez e riusciste a staccare lo sguardo dalle donne, dalle auto di lusso, dagli yacht, ricordatevi scrigno d’arte…

    Note: 1 nota

    Tag: annonciade

  12. Post di Citazione

    … I morbilli, i catarri: nel silenzio di una letteratura così intensamente “scritta” come la nostra, sorda alla memoria del passato dei “mots”…

    — Alberto Arbasino su Giorgio Manganelli in “Ritratti italiani”

    Note: 3 note

    Tag: arbasino

  13. Post di Foto

  14. Post di Citazione

    …Nei nostri casi, si può ricordare il tormentone: non avendo avuto un E.M. Foster negli anni Venti, che cosa si fa alcuni decenni dopo? E.M. Foster? Il senso delle polemiche intorno a Lampedusa e Bassani era proprio questo. Come del resto, in Portogallo e in Grecia: rifare qualche Giordano e Cilea, o comoetere con Stockhausen e Boulez? E inoltre, ricordate? Facciamo il “Criterion”, facciamo il “New Yorker”, facciamo la “Nouvelle Revue Francaise, facciamo Greta Garbo, il faccio Laurence Olivier, tu fai Marilyn Monroe. E più recentemente: facciamo il minimalismo casareccio! Senza rendersi conto che la quotidianità nell’angolo-cottura di romanetti che commentano i settimanali e il Tg2 è ancora meno interessante delle confidenze che si sentono in autobus o le telefonate della zia Pina, che esce poco di casa…

    — Alberrto Arbasino, “Ritratti italiani”

    Note: 1 nota

    Tag: arbasino

  15. Text post

    St. Tropez, 23 luglio

    SAINT TROPEZ, 23 LUGLIO

    Io non amo il mare, sono un essere urbano, ma se c’è un posto di mare che amo, questo è Saint Tropez. Ma cosa amo di Saint Tropez? La luce alle 18.00 al porto, la Ponge con le sue lampadine colorate da paese, la Citadelle con il cimitero sul mare dive morire sarebbe proprio un peccato, il negozio di Loro Piana che espone i capi autunnali che costano come appartamenti, gli yacht con gli elicotteri posteggiati sopra e le Rolls Royce davanti, i sandali tropeziens portati dalle americane, la Place di Lyces con i giocatori di petanque, Hermes con i portaborse che aspettano fuori,le Ferrari in coda nei vicoli, i tavoli rossi di Senequier dove tutti appoggiano i piedi per fare i disinvolti, gli asciugamani di Marinette, il mercato del pesce che sembra una gioielleria, i giubbotti di pelle dei possessori di Harley Davidson, i colossali buttafuori della Vip Room, i Marquet esposti come fossero poster nelle gallerie d’arte, lo Yacha Hotel con i suoi ospiti straricchi, i russi carichi di Patek Philippe, Salama, dove il Cous cous costa più di una settimana bianca. Perché mi piace? Perché non è il mondo in cui vivo io, per questo si va in vacanza…

    Note: 1 nota

    Tag: st tropez

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